TAEKWONDO

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TaekwondoIl Tae Kwon Do (leggasi TE’ KUON DO’) e’ la moderna versione coreana dell’arte marziale a mani nude che si pratica da millenni in Estremo Oriente. Tradotto letteralmente dal coreano, “Tae” significa saltare e dare calci, “Kwon” significa pugno, e “Do” significa arte.

L’insieme, quindi, significa “arte del combattimento con l’uso di pugni e di calci in volo”. Quest’arte marziale coreana si differenzia dalle altre pratiche in Estremo Oriente per le tecniche di gambe e di piedi che sono la parte dominante. Infatti, la gamba, essendo piu’ lunga e quasi tre volte piu’ potente del braccio, offre le piu’ svariate tecniche di difesa e di attacco senza che mai si espongano gli organi vitali all’avversario. Inoltre, i calci in volo, oltre ad essere una mossa di estrema sorpresa, sono indicati in modo particolare contro uno o piu’ avversari. Per chi pratica il Tae Kwon Do, tale disciplina rappresenta non solo un esercizio fisico ma implica anche un preciso modo di vivere, poiche’ attraverso il Tae Kwon Do, si puo’ arrivare ad una disciplina fisica e mentale e, nello stesso tempo, si possono conseguire pazienza e tenacia in misura eccezionale, e cio’ porta ad uno stato di assoluto auto-controllo.


Negli ultimi 30 anni il Tae Kwon Do si e’ trasformato in un vero sport da combattimento. Gia’ nel 1980 e’ stato riconosciuto dal C.I.O. (Comitato Internazionale Olimpico). E’ stato sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul nel 1988 (medaglia d’argento per Luigi D’Oriano) e di Barcellona nel 1992 (medaglia d’argento per Piera Muggiri e di bronzo per Luca Massaccesi e Domenico D’Alise). Alle Olimpiadi di Atlanta si è limitato alla sola sfilata nella cerimonia di apertura, mentre ha partecipato ufficialmente alle Olimpiadi di Sidney nel 2000. In Italia approda con gli esperti maestri Park nel 1967 e fa molti proseliti: sono circa 40 mila i praticanti saltuari di questa disciplina sportiva. Il Tae Kwon Do e’ gestito in Italia dalla F.I.TA. (Federazione Italiana Tae Kwon Do), unica federazione riconosciuta dal C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), con 25 mila iscritti in rappresentanza di 400 societa’, in Europa dall’ E.T.U. (European Tae Kwon Do Union) e nel mondo dalla W.T.F. (World Tae Kwon Do Federation).

L’ALLENAMENTO

Il Tae Kwon Do e’ un’attivita’ motoria che ha un notevole effetto sullo sviluppo psico-motorio. E’ un ottimo sistema di allenamento e di difesa personale anche per le donne, i bambini e gli adolescenti e permette ai meno giovani di mantenersi in forma e in buona salute. L’allenamento si basa su due metodologie: “le forme” e “il combattimento” che tendono al conseguimento di una presa di coscienza della connessione tra mente e corpo e di una conoscenza del proprio modo di essere. Le tecniche sono state studiate per accrescere il controllo di tutte le parti del corpo, potenziare la muscolatura in modo simmetrico e globale ed accentuare la velocita’ degli attacchi.

LE ORIGINI DEL TAEKWONDO

Le origini del Taekwondo si fanno risalire a circa 2000 anni fa, quando l’attuale Corea era divisa in tre regni. Il più piccolo di essi, Silla, sviluppò e perfezionò un sistema di difesa e attacco che contribuì molto alle vicende storico militari del regno. Anche negli altri regni si diffusero man mano diversi sistemi di combattimento di cui restano ampie tracce in affreschi e pitture murali rinvenute nelle tombe risalenti ai primi secoli dopo Cristo.
Dopo l’unificazione in un solo regno, l’arte del combattimento, che nelle diverse epoche assunse diversi nomi (SUBAK, TAEKKYON, HWARANGDO ecc.), si evolse e diffuse tra la popolazione, diventando molto popolare tra gli usi e costumi locali e nell’addestramento militare.

Sotto l’occupazione giapponese questa arte subì un momentaneo appannamento per il predominio e l’imposizione della cultura del Giappone, ma dopo la liberazione le diverse scuole di combattimento ripresero vigore e negli anni cinquanta si unificarono prendendo il nome definitivo di Taekwondo. Il taekwondo divenne Sport Nazionale ( fu inserito nei Giochi Nazionali Coreani fin dall’inizio dei ’60) e contemporaneamente iniziò a diffondersi nel mondo, distinguendosi dalle altre discipline per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo, calci multipli).
LA STORIA DELLA FITA
LA STORIA DEL TAEKWONDO ITALIANO

Gli studiosi ci hanno insegnato che la “Storia” non procede linearmente ma piuttosto per brusche accelerazioni, strappi, momenti di stasi, insomma non è una “passeggiata”. Anche il Taekwondo non si sottrae a questa norma e sebbene la sua storia in Italia abbia inizio appena 30 anni fa, possiamo già distinguere alcune pietre miliari, alcune svolte che ne hanno segnato anche in modo brusco il cammino.

1965 – L’INIZIO

L’attuale Presidente Federale, Dr. Park Sun Jae, nel 1965 è “il Maestro”. Grazie a lui si formano i primi nuclei di praticanti. Il TKD si diffonde lentamente ma costantemente nell’Italia centro-meridionale. L’interesse che si crea intorno a questa disciplina suggerisce la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo, che nasce come affiliata alla I.T.F., un’associazione internazionale di Maestri che aveva iniziato la diffusione del TKD in Europa e negli USA.

Pur tra mille difficoltà la strada è ormai tracciata, il TKD comincia a farsi conoscere in Italia e l’Italia, a sua volta, in campo internazionale. Addirittura sorprendente può essere considerato il risultato ottenuto ai mondiali I.T.F. a Montreal, Canada, nel 1974: gli azzurri dopo le tre prove di forma, combattimento e potenza conquistano un prestigioso 1° posto!

1975 – IL PASSAGGIO ALLA W.T.F.

Dopo dieci anni ecco il primo strappo, la prima seria svolta. Nel panorama internazionale accanto alla I.T.F. lavora un’altra federazione, la W.T.F., che sembra rappresentare nel modo migliore, sia sul piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo. La decisione del Dr.Park è sofferta, coraggiosa ma al tempo stesso inevitabile.

Nonostante i legami di amicizia e nonostante la buona posizione dell’Italia nella nicchia dell’I.T.F., il Presidente decide di far entrare la FITKD nella W.T.F., un’organizzazione sostenuta tra l’altro dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere nell’ambito sportivo mondiale ufficiale. E’ il 1975, si va in Corea, al 2° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre i regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport (il “controllo” sulle tecniche – tra l’altro erano in pochi ad eseguirlo correttamente! – risultava essere un mezzo bluff che copriva carenze teoriche e tecniche).

L’uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da vecchie e nuove ipocrisie. La trasformazione, il passaggio alla W.T.F., si rivela una salutare doccia fredda. Qualcuno non condivide e preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati sportivi seguono parallelamente il percorso intrapreso dalla Federazione. Al 2° Campionato Europeo (disputato nel 1978 a Monaco) gli azzurri salgono per due volte sul podio, conquistando una medaglia d’oro e una d’argento.

1980 – LA FITKD SI SCIOGLIE, ADESIONE ALLA F.I.K.d.A.

Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: il Taekwondo italiano sta raccogliendo risultati di particolare rilievo e conforto, tanto in campo nazionale quanto in quello internazionale. La FITKD – affiliata alla ETU (Federazione Europea) ed alla WTF – praticamente è l’unico referente politico-organizzativo per il TKD in Italia.

Nel frattempo, però, molte cose stanno nuovamente cambiando a livello internazionale. L’importanza che la disciplina sta assumendo a livello mondiale fa sì che anche il movimento olimpico si interessi da vicino al taekwondo. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF, si appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo, le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi. Anche l’Italia deve sottostare a questa regola e così la FITKD si vede costretta nel 1980 a sciogliere la sua solida ma piccola e privata organizzazione ed entra nella FIKDA che, tramite la FILPJ, risulta essere in quel particolare momento l’unica struttura per le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento ufficiale in Italia.

Si forma così il settore Taekwondo, alla cui direzione viene nominato il Dr. Park. Pensare di dover passare dal ruolo di Presidente Federale a quello di responsabile di settore potrebbe far storcere il naso a chiunque ma in questo momento il taekwondo ha bisogno soprattutto di crescere a livello strutturale. Il Dr. Park se ne rende perfettamente conto ed è per questo che accetta, prendendo una decisione che nel tempo si rivelerà vincente. Per tutti i praticanti è un momento molto delicato. La sensazione che tutti hanno è quella di passare da una “famiglia” ad una organizzazione certamente più importante e organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale. A qualcuno, naturalmente, non piace la situazione creata e la scelta presa, ma la nave va nella direzione giusta.
1985 – LA PRIMA VOLTA DELLA FITA E DELLA FITAK

Gli anni Ottanta, cominciati sotto il segno di importanti cambiamenti, continuano ad offrire passaggi che risultano decisivi nella crescita e nello sviluppo del Taekwondo. In Italia nel 1982 la FIKDA si trasforma nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ.

Al Congresso di Berlino del 1985 il CIO vota a favore dell’introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il debutto proprio in Corea, dove nel 1988 sono in programma i Giochi di Seoul (dove l’Italia saprà ben figurare ancora una volta nel confronto con le altre nazionali, conquistando una medaglia d’argento con Luigi D’Oriano). E’ un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di sport dimostrativo e non ufficiale. Una promozione su cui molti non avrebbero scommesso, soprattutto tra gli addetti ai lavori di alcune discipline “concorrenti”.

Il Presidente della FILPJ, Dr. Pellicone, decide di dare un “segnale” ed appoggia la candidatura del Dr. Park a Presidente della FIKTEDA. E’ il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte molti appoggiavano la decisione del Dr. Pellicone, dall’altra c’era però chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve periodo, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una corrente modernista del Karate. Dalla nuova unione nasce la FITAK, di cui rimane Presidente il Dr. Park. I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità. Si arriva così agli sviluppi più recenti.

1995 – LA SECONDA VOLTA DELLA FITA

In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l’astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più marginale. Il Dr. Kim Un Yong, Presidente della WTF, diventa membro del Consiglio Esecutivo e poi Vice Presidente del CIO. Il Taekwondo partecipa anche alle XXV Olimpiadi di Barcellona ’92 (con gli azzurri nuovamente in evidenza con un argento e due bronzi).

La crescita del Taekwondo a livello internazionale si fa sempre più rapida e importante tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il CIO adotta il Taekwondo come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. E’ un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire ” Io c’ero ! “. Per l’Italia, così come per altre nazioni, è una grossa occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale.

E’ evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D’altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali hanno formato delle Federazioni indipendenti di Taekwondo. Il Dr. Park si rende perfettamente conto che è necessario non perdere tempo e che per il prestigio dell’Italia nel mondo e per il futuro dei praticanti italiani è necessario questo nuovo scossone. Il momento è favorevole. Quando il settore Karate decide di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo, pur riconoscente alla FILPJ per quanto aveva fatto fino ad allora, chiede ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione Associata direttamente ad Comitato Olimpico Nazionale. Nasce la FITA.

Anche in questa occasione non mancano i dubbi, le incertezze. Alcuni ritengono che sia più sicuro rimanere ancora inseriti nella struttura della “mamma” FILPJ. Ormai però i tempi sono maturi, l’adolescenza è finita ed il Taekwondo italiano ha la capacità e le energie necessarie per continuare il viaggio, contando sulla sua unità di intenti e sull’entusiasmo di migliaia di associati. La scelta del presidente Park risulta difficile ma, ancora una volta, vincente.
Associazione al CONI

All’interno del Taekwondo la decisione di una vita indipendente era già stata presa ma far sì che dalla teoria si passasse alla pratica non era certa impresa facile. Prezioso, in questo senso, fu l’aiuto che al Taekwondo ed alle sue aspirazioni alla “maturità” venne dal Presidente della WTF, che forte del suo prestigio e della sua posizione autorevole nel CIO chiese direttamente al Presidente del CONI, Dr. Mario Pescante, di concedere al Taekwondo in Italia l’indipendenza richiesta. Una scelta difficile, da parte degli stessi vertici del CONI che però alla fine, valutata la posizione del TKD in campo internazionale, la sua unità di intenti in campo nazionale, la serietà del lavoro svolto ed i successi agonistici riportati pur tra mille difficoltà, decisero di dare il proprio assenso. I sacrifici degli anni precedenti, sia sul piano sportivo che su quello federale, risultarono avere alla fine un ruolo importante nel far pendere la bilancia dal verso giusto. Nel 1995 il CONI riconosce la FITA come Disciplina Associata.
Federazione Ufficiale nel CONI

A dicembre 2000 il CIO conferma il Taekwondo ai Giochi Olimpici di Atene 2004 e sempre a dicembre 2000 il CONI riconosce la FITA ai fini sportivi come Federazione Sportiva Nazionale. Nel mese di luglio 2001 la FITA viene inserita nel registro delle persone giuridiche e ad agosto 2001 il Presidente partecipa per la prima volta con diritto di voto al Consiglio Nazionale del CONI.

LA STORIA DELLA WTF

Nel 1973 fu fondata la World Taekwondo Federation (WTF) che nel 1974 ottenne il riconoscimento del GAISF, nel 1976 del CISM, nel 1980 quello del CIO e ultimamente dalla FISU.

Il taekwondo attualmente è inserito come Sport Ufficiale in tutti gli eventi multisportivi ufficiali (Asian Games, Pan Am Games, African Games, CISM – Military Games, dal 2003 sarà presente alle Universiadi ecc.) ed ha partecipato alle Olimpiadi di Seoul ’88 e Barcellona ’92 nel programma dimostrativo.

Nel 1994 al Congresso CIO di Parigi il Taekwondo è stato riconoscimento Sport Olimpico Ufficiale ed ha partecipato ai Giochi di Sydney 2000 riscuotendo notevoli consensi tra i dirigenti sportivi internazionali e tra il pubblico.

Attualmente il Taekwondo è praticato in tutti i continenti (167 le Nazioni, 47 in Europa) da circa 50 milioni di persone.